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Consulenza · Terzo settore

Terzo settore e valutazione d'impatto: rendere leggibile il valore.

Un ente del Terzo settore non insegue il profitto: il valore che genera è la sua ragione sociale, non un di più da dichiarare. Ma spesso quel valore resta implicito. Il nostro lavoro è aiutarlo a renderlo esplicito, a misurarlo e a raccontarlo a chi lo finanzia e a chi ne beneficia.

Il valore di un ente si vede in ciò che cambia nelle persone, nelle comunità, nei territori: un cambiamento reale, ma difficile da leggere per chi sta fuori, un finanziatore, un'istituzione, un partner. Renderlo leggibile non è un adempimento burocratico: è ciò che permette a un ente di essere riconosciuto per quello che fa, di accedere a risorse e di costruire alleanze. È un lavoro di ordine e di misura, prima che di scrittura.

Lo strumento principale è il bilancio sociale. Il Codice del Terzo settore (d.lgs. 117/2017) lo disciplina e lo rende obbligatorio sopra determinate soglie, e le linee guida ministeriali del 2019 ne fissano la struttura. Non è un secondo bilancio in versione narrativa: è il documento in cui l'ente dà conto della propria missione, delle attività e dei risultati, in modo che siano confrontabili nel tempo e comprensibili all'esterno. Aiutiamo gli enti a costruirlo perché misuri ciò che conta, non ciò che è comodo.

Accanto al bilancio sociale c'è la valutazione dell'impatto sociale, che le linee guida ministeriali del 2019 definiscono come la stima qualitativa e quantitativa degli effetti prodotti su una comunità. Qui gli strumenti sono più esigenti: ricostruire la teoria del cambiamento di un'attività, individuare gli indicatori giusti, coinvolgere gli stakeholder, dare misura al valore generato. È il terreno in cui il metodo della valutazione diventa strumento di strategia, non solo di rendicontazione.

C'è una linea che teniamo ferma, ed è una questione di deontologia prima che di stile. In questo lavoro accompagniamo, non attestiamo. La consulenza aiuta l'ente a costruire il proprio bilancio sociale e la propria valutazione; l'eventuale verifica o attestazione di secondo livello resta a chi la firma, terzo e indipendente rispetto a chi ha dato la consulenza. Non stiamo sui due lati dello stesso documento: è ciò che tiene pulito il nostro ruolo e credibile quello dell'ente.

Il lavoro serve a un ecosistema ampio: associazioni e fondazioni, imprese sociali, cooperative sociali, reti e consorzi; ma anche gli enti erogatori, fondazioni, enti pubblici, che chiedono ai propri beneficiari una misura credibile dell'impatto e faticano a leggerla. A ciascuno serve la stessa cosa: un valore reso esplicito e organizzato, nella lingua propria del Terzo settore.

Un ente che sa misurare e raccontare ciò che fa dialoga meglio con i finanziatori, con le istituzioni, con la comunità che lo circonda. Non perché produca più carta, ma perché rende verificabile la fiducia che chiede. La rendicontazione, qui, non è un costo: è la forma con cui il valore sociale entra in relazione con chi lo può sostenere.

Accompagniamo gli enti dall'impostazione del bilancio sociale alla valutazione d'impatto, fino alla comunicazione dei risultati, con la misura come bussola e l'indipendenza come regola. È un lavoro che rende l'ente più forte, non solo più documentato.

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